ALBERI COMUNI ITALIANI

ALCUNE SPECIE DI ALBERI MOLTO COMUNI DA NOI

 Queste brevi descrizioni non hanno nessuna pretesa scientifica. Vengono solamente descritti uno-due “caratteri forti” per ogni specie di albero che permettono di riconoscerlo a prima vista.


alberi

Aceri  Il genere Acer comprende numerose specie, abbastanza diverse fra loro. Ma tutte hanno lo stesso tipo di frutto, inconfondibile con la sua doppia ala che gli permette di volare frullando come un’elica. (I botanici chiamano samare questi frutti dotati di espansioni alari) Nella maggior parte delle specie le foglie sono grandi e divise in 3-5 lobi più o meno appuntiti, simili a quelle del platano. Ma il platano si distingue immediatamente dell’acero per la scorza e per i frutti.

 

 

Betulla

 

Betulla  Inconfondibile per la scorza bianca e liscia con occasionali anelli ruvidi e scuri. Sono molto caratteristici i frutti: d’inverno appaiono come salamini bruni pendenti che si disfano al primo contatto liberando dei piccoli semi alati (sembrano moschini) e delle squamette simili al profilo di un uccello in volo.

 

 

  

 

FaggioFaggio  Il carattere di riconoscimento principale è il tronco grigio chiaro e liscio, come una colonna. Sono caratteristiche anche le gemme scure e appuntite. Le foglie sono lucide e hanno il bordo leggermente ondulato. Il frutto sembra un piccolo riccio di castagna spinoso; i semi sono scuri e spigolosi.  Nelle faggete c’è un grosso strato di foglie morte a terra.

 

 

 

  

Frassino

 

Frassino  Nella mitologia nordica era simbolo del cosmo. Le foglie sono grandi, composte. Inconfondibili i frutti alati (samare) che pendono a grappoli. Hanno un’ala sola a differenza dalle samare degli aceri. Altrettanto inconfondibili: le gemme nere, vellutate all’estremità di rametti simili a tozze dita.

 

 

 

 

OlmoOlmo  I rametti estremi sono molto fini (l’opposto del frassino). In febbraio questi rametti visti controluce appaiono pieni di noduletti (i bocci dei fiori che cominciano a ingrossarsi). Inconfondibili i frutti (samare) fatti un po’a cuore con un’espansione membranosa che permette loro di volare. Questi frutti si sviluppano prima delle foglie, in primavera; si può facilmente confonderli con le foglie per il loro colore verde chiaro. Quando maturano diventano marroni e cadono a terra; nei viali cittadini formano dei tappeti che frusciano deliziosamente sotto i piedi. Nei viali si possono vedere certi alberi completamente ricoperti di frutti; per loro è un  “anno grasso” dal punto di vista riproduttivo a cui probabilmente seguirà un anno magro.

 

 

 

PioppoPioppo  L’albero più comune nella pianura padana, spesso in filari lungo fossi e al margine dei campi. E’ una specie dioica cioè a sessi separati: ci sono individui che fanno solo fiori maschili e altri che fanno solo fiori femminili. Le infiorescenze maschili (amenti) sono simili a bruchi scuri penzoloni  e compaiono prima delle foglie, poi cadono. Le infiorescenze femminili diventano grappoli di palline verdi che in maggio si aprono e liberano un enorme numero di semi con tanti sottilissimi peli, simili a batuffoli di cotone. Nella varietà “pioppo cipressino” è inconfondibile la forma slanciata.

 

 

PlatanoPlatano  Due caratteri inconfondibili: la scorza e i frutti. La scorza si sfalda a grandi scaglie irregolari, brune, gialline, verdine formando un disegno simile a una tuta mimetica. I frutti sono delle palline pendule, ruvide, che si disfano in tanti semini volanti con un ciuffetto di peli giallastri. Le foglie somigliano a quelle dell’acero. D’autunno si staccano lentamente: spesso seccano sull’albero prima di cadere durante l’inverno. Tra gli alberi cittadini i platani raggiungono le massime dimensioni. Alcuni superano il settimo piano di una casa.

 

 

 

QuerceQuerce   Erano alberi sacri per i Greci e i Romani. Nell’Italia centrale si vedono spesso grandi querce isolate, imponenti, con i rami contorti. Inconfondibili le foglie col margine a lobi arrotondati. (Se i lobi sono a punta sono specie americane, molto comuni nei nostri giardini). Altrettanto inconfondibili i frutti: le ghiande. Le foglie seccano sull’albero senza cadere d’autunno. 

Il genere Quercus comprende varie specie, tutte abbastanza simili fra loro, ad eccezione del leccio (Quercus ilex) tipico delle zone mediterranee che ha foglie piccole, non lobate, spesse e di un verde scurissimo (quasi nero a distanza).

 

 

TiglioTiglio   Era l’albero sacro delle popolazioni germaniche e slave. Le foglie sono a forma di cuore col margine dentato. Inconfondibili i frutti: due-tre “noccioline” sospese a un’ala membranosa (in gergo botanico brattea). Inconfondibile il profumo (dolcissimo, inebriante) che i fiori (piccoli, gialli riuniti in  mazzetti) spandono nella prima metà di giugno. Il tronco è scuro: spesso dalle radici, tutt’intorno al tronco, spunta una corona di rametti (polloni).

 

 

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