GLI UNGULATI

Ungulati

Fotografia: Stambecco (Capra ibex, Linnaeus, 1758)

UNGULATI DELLE ALPI ITALIANE

Con il termine Ungulati non ci si riferisce ad un vero e proprio taxon di valore sistematico ma ad un raggruppamento di Mammiferi che hanno in comune la parte terminale delle dita (falangette) ricoperte da robuste unghie cheratinose, ovvero animali che possiedono zoccoli. Questo adattamento fa sì che l’animale sia molto agile e veloce anche su terreni accidentati. A questo raggruppamento appartengono, tra gli altri, i Perissodattili (tra cui ricordiamo cavalli, zebre, tapiri e rinoceronti) e gli Artiodattili che si dividono a loro volta in Suiformi, Ruminanti e Tilopodi. La principale caratteristica che differenzia i Perissodattili dagli Artiodattili è il numero di dita che sono appoggiate sul terreno durante la deambulazione: dispari nei primi (o solo il terzo come nel cavallo o secondo, terzo e quarto come nel rinoceronte) e pari nei secondi (più sviluppati sono normalmente il terzo e il quarto dito, il primo è regredito e il secondo e il quinto sono piccoli e vengono chiamati speroni o zoccoletti). La differenza tra Suiformi (Hippopotamidae, Suidae, Tayassuidae) e Ruminanti (Antilocapridae, Bovidae, Cervidae, Giraffidae, Moschidae, Tragulidae) è data dalla caratteristica di questi ultimi d’essere appunto ruminanti ovvero di possedere uno stomaco quadriloculare (rumine, reticolo, omaso e abomaso) che permette loro una particolare rielaborazione del cibo ingerito mentre i Suiformi sono monogastrici. Tra i Ruminanti i Cervidi e i Bovidi si distinguono dal fatto che i primi portano dei palchi (o corna piene) fatte di tessuto osseo che vengono sostituite ogni anno (la caduta è regolata da ormoni). Durante la ricrescita i palchi sono ricoperti dal velluto che è un tessuto fittamente vascolarizzato, molto caldo e soffice al tatto, che porta il nutrimento necessario alla ricrescita e che, una volta completato lo sviluppo del palco, si secca e si stacca grazie anche al continuo sfregamento da parte dell’animale contro la vegetazione. I palchi, ad eccezione della renna (Rangifer tarandus), sono portati solo dai maschi. I Cervidi, inoltre, non hanno gli incisivi superiori e, tranne che nel cervo mancano anche dei canini superiori. I Bovidi non hanno gli incisivi e canini superiori e hanno corna fatte da un astuccio di natura cheratinosa che riveste un supporto che si diparte dall’osso frontale (l’os cornu). Le corna sono a crescita continua (sono normalmente presenti degli anelli di accrescimento annuali), non vengono mai sostituite e le possiedono o solo i maschi o sia i maschi sia le femmine. Gli Ungulati presenti nell’arco Alpino Italiano appartengono a sette specie differenti di Artiodattili: il cinghiale (Sus scrofa), unico Suiforme; il cervo (Cervus elaphus), il capriolo (Capreolus capreolus) e il daino (Dama dama), tra i Cervidi; il camoscio (Rupicapra rupicapra), il muflone (Ovis musimon) e lo stambecco (Capra ibex) tra i Bovidi. Di queste però solo quattro si possono considerare autoctone dell’arco alpino, il daino, d’origine orientale, infatti, è stato introdotto dall’uomo, il cinghiale, originariamente presente sulle Alpi, era scomparso a causa dell’uomo nel XVII-XVIII secolo e fu reintrodotto nel XIX secolo ma con esemplari di differenti sottospecie, mentre il muflone, d’origine asiatica e poi giunto in Sardegna e Corsica, è stato anche lui introdotto dall’uomo sulle Alpi.

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