MANIPOLAZIONE

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manipolazione

Antilope cervicapra (Antilope cervicapra, Linnaeus 1758)

 

In generale gli animali non si scambiano informazioni su concetti astratti o su oggetti non presenti nell’ambiente: essi comunicano eventi immediati relativi all’emittente o all’ambiente circostante.

I segnali possono trasmettere informazioni riguardanti le dimensioni corporee, l’età e la forza, oppure informazioni concernente l’ambiente, per esempio sul tipo di predatore presente nelle vicinanze.

In Africa orientale quando le gazzelle di Thompson (Eudorcas thomsonii) avvertono l’arrivo di un potenziale predatore anziché fuggire il più velocemente possibile, talvolta cominciano a saltare con un curioso movimento detto stotting come se fossero su un trampolino a molla. I naturalisti inizialmente pensarono che questo tipo di comportamento fosse un segnale rivolto alle altre gazzelle, per avvertirle dell’avvicinarsi di un predatore. In realtà si tratta di un segnale onesto rivolto al predatore per informarlo dell’agilità della preda (Fitzgibbon e Fanshaw, 1988). È stato dimostrato che i predatori preferiscono inseguire le gazzelle che eseguono lo stotting ad un ritmo più lento e che quelle che lo eseguono in modo più rapido riescono a sfuggire più facilmente qualora vengano inseguite.

Antilope lichi - Kobus leche 2Se si pensa che i segnali emessi dagli animali veicolano informazioni semplici come “ho fame” e “stammi alla larga”, la loro variabilità non può fare a meno di sorprendere. Secondo le ipotesi evolutive i segnali emessi dagli animali si potrebbero essere modellati per ottimizzare il vantaggio ottenuto dall’emittente nell’alterare il comportamento del ricevente.

 

Antilope Lichi (Kobus leche, Gray 1850)

Un discorso a parte meritano le ricerche sulla comunicazione dei primati, nel cui contesto è stato sollevato questo interrogativo: “I primati manipolano il comportamento altrui consapevolmente?”.

È stato condotto una studio approfondito sulla comunicazione del cercopiteco verde (Cercopithecus aethiops) nel Parco Nazionale di Amboseli, in Kenya (Dorothy Cheney e Robert Seyfarth, 1990).

I cercopitechi vivono in gruppi e quando uno di essi scorge un potenziale predatore emette un grido che spinge gli altri a cercare una via di fuga. L’aspetto interessante è che questi richiami sono diversi per ciascun predatore. I tipi principali sono l’allarme-serpente, al quale le altre scimmie rispondono alzandosi in punta di piedi e scrutando per terra, l’allarme-rapace, al quale reagiscono esplorando il cielo, e l’allarme-leopardo che evoca la fuga e l’arrampicata sull’albero più vicino.  Il richiamo d’allarme è un tipo di segnale vocale che può essere usato intenzionalmente per manipolare altri individui. Quando un cercopiteco è da solo le probabilità che lanci un richiamo d’allarme in seguito all’avvistamento di un predatore sono molto basse.

Questa analisi della manipolazione e dell’intenzionalità dei cercopitechi può servire a dare un’idea delle affascinanti prospettive insite nella possibilità di usare la comunicazione animale per cominciare a comprendere la coscienza degli animali.

Cercopiteco di Brazza 001 - Cercopithecus neglectus 2

Cercopiteco di Brazza (Cercopithecus neglectus, Schlegel 1876)

 

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