IL MIO “ GIARDINO DEGLI UCCELLI ”

Questo post è disponibile anche in: Inglese

Di fondamentale importanza quindi è la conoscenza quanto più approfondita delle specie vegetali autoctone, di quelle alloctone ed il loro utilizzo per l’uso ornamentale, oltre a possedere basi di biologia degli ecosistemi locali. Moltissime piante indigene possiedono un valore ornamentale pari, se non superiore, a quelle esotiche, ma è necessario osservarle con occhio diverso da quello a cui ci hanno abituato i vistosi colori delle piante da vivaio. Le specie vegetali autoctone e le loro cultivar offrono una gamma quasi infinita di possibilità per soddisfare ogni esigenza, sia estetica sia pratica, con il grande vantaggio di adattarsi meglio e più facilmente al nostro ambiente, e di richiedere quindi minore manutenzione rispetto alle specie di altra provenienza. Questo fa si che non si debba intervenire con trattamenti chimici di controllo per gli insetti fitofagi, attività che contrasta con una gestione autenticamente naturalistica del verde. Storno (3420)Per contro possiamo abilmente inserire alcune piante esotiche sfruttando le specifiche caratteristiche di richiamo che esercitano su determinati insetti ed uccelli. Ad esempio pochissime altre piante sono in grado di attirare le farfalle diurne più dell’asiatica Buddleia davidii, che quindi entra di diritto nel “giardino naturale” come tipico esempio di specie ad alto valore ornamentale e con peculiare valenza attrattiva per specie animali desiderate. Allo stesso modo i numerosissimi Cotoneaster offrono una quantità di bacche multicolori apprezzate dagli uccelli durante l’intera stagione autunno-invernale. Così i numerosi rampicanti ornamentali da fiore di origine extraeuropea, offrono rifugio e siti adatti alla costruzione del nido a molti animali, allo stesso modo della nostra insostituibile Hedera, che oltretutto è possibile scegliere in tantissime forme diverse per colore, dimensioni e portamento.

Pettirosso - Erithacus rubecula (1511)Un particolare riguardo va riservato agli alberi molto vecchi o morti che rappresentano delle vere e proprie miniere di ogni forma di vita, fornendo cibo e rifugio a molti uccelli. Pertanto vanno gelosamente conservati e tutelati, magari facendovi crescere sopra un rampicante.

Un arbusto che esemplifica le molteplici valenze di una pianta della nostra flora spontanea è il Biancospino, Crataegus spp.: la fitta vegetazione spinosa offre siti ideali per la costruzione del nido; le foglioline sono apprezzate da innumerevoli specie di insetti senza che la pianta peraltro ne risenta sensibilmente; i bianchi fiori dal delicato profumo sono visitati dalle api e da molti altri insetti, mentre coprono ed ingentiliscono esteticamente tutto il cespuglio; le rosse e belle bacche autunnali offrono cibo agli uccelli. Inoltre la pianta cresce facilmente senza cure ed è resistente a molte malattie e parassiti. Ecco quindi che una semplice siepe di Biancospino è certo una scelta molto valida nell’ambito di un giardino naturale. Molte altre piante hanno simili caratteristiche. Anche gli alberi da frutto, soprattutto se di varietà non moderne e già di una certa età, sono estremamente decorativi durante la fruttificazione e la fioritura. Risultano molto apprezzati dagli uccelli, sia per i frutti sia per gli insetti che vengono attratti dai frutti stessi.

Post 054 - Mangiatoie in movimento 4Dobbiamo altresì rivalutare e valorizzare una semplice siepe, formata da una densa vegetazione di cespugli bassi, che, pur avendo normalmente e formalmente il solo scopo di delimitare i confini (e rinchiuderci nelle nostra privacy), ripara dal vento, mantiene un giusto grado di umidità, consolida il suolo ed evita l’erosione, trattiene gli inquinamenti atmosferici, attutisce i rumori ma soprattutto costituisce la casa, il rifugio e la fonte di cibo per tantissime creature selvatiche. Tra le specie più adatte per il nostro scopo è doveroso annoverare, oltre al già citato Biancospino, il Corniolo, la Frangola, il Ligustro, il Nocciolo, il Prugnolo, la Rosa selvatica, il Rovo e il Sambuco, tutte piante che producono una gran varietà di frutti e bacche.

Rondine (0120)In sostanza, i principi da adottare per una progettazione del verde sensibile all’avifauna devono soddisfare contemporaneamente la duplice esigenza del giardino naturale, basandosi soprattutto su di un’ampia e solida conoscenza delle specie vegetali, con particolare riguardo a quelle autoctone. La creazione di spazi alberati alternati a quelli aperti, l’impiego e la disposizione degli arbusti e delle specie erbacee perenni ed annuali, la presenza di fiori e di frutti graditi ai nostri occhi ed al palato degli animali, le sapienti proporzioni tra le specie sempreverdi e caducifoglie, sono i principi guida alla base di un corretto approccio alla progettazione naturalistica di uno spazio verde. Una buona conoscenza naturalistica permetterà di capire tante cose, come ad esempio che un giardino con alberi vetusti è di per sé più ricco in termini di biodiversità di uno di nuovo impianto e, soprattutto, ci consentirà di costruire e personalizzare al meglio il nostro giardino animato, negli anni. Dovrà essere un ambiente vario, che offra molte e diverse fonti di cibo (insetti, semi, frutti), rifugio (cespugli, siepi, rampicanti), acqua (stagni, fossi, ruscelli) con differenziate situazioni, ricco di piante indigene nei diversi strati vegetazionali; un ambiente che simuli in pratica l’habitat multivariato, ad esempio, del limitare di un bosco, ricco di infinite opportunità biologiche. Questo rappresenta quanto di meglio possiamo auspicare sia per gli uccelli, sia per goderne, noi per primi, la bellezza. Un solo giardino isolato, mantenuto con criteri naturalistici, ovviamente non potrà svolgere una importante funzione globale di protezione delle specie, ma se la cultura del giardino naturale si diffondesse ampiamente, questi singoli, limitati spazi verdi contigui, potrebbero creare degli importanti corridoi naturali di vasta estensione, contribuendo concretamente alla tutela di diverse specie animali; non a caso, infatti, la maggiore densità di uccelli in Europa è spesso riscontrabile nei parchi suburbani. L’acquisizione comune di questa mentalità fornirebbe un valido e concreto aiuto alla salvaguardia diretta di molte specie, contribuendo indirettamente anche alla sensibilizzazione verso la protezione di quelle specie minacciate che necessitano di altri e più ampi habitat selvaggi.Saltimpalo - Saxicola torquata (0651)

Purtroppo però mi accorsi ben presto che avevo sopravvalutato le dimensioni del mio giardino e soprattutto sottovalutato le opinioni “vincolanti” dei miei genitori che non erano molto d’accordo col mio concetto di giardino “naturale” o come preferisco definire “selvaggio”. Così raggiunsi un equo compromesso: gli alberi imponenti già c’erano, sostituzione di alcune siepi con altre più adatte al mio scopo, uno stagno artificiale, una mangiatoia per uccelli e alcune casette nido ma soprattutto meno cure e “pulizia” ed ecco fatto il mio personale Birdgarden. E i risultati non sono tardati nell’arrivare. Anno dopo anno ho registrato un regolare aumento della biodiversità con sempre più specie di uccelli nidificanti e ho potuto raccogliere interessanti dati scientifici e realizzare un discreto numero di fotografie (in parte qui riportate) tanto da realizzare una pubblicazione (Birdwatching a Ponteranica, 2000) e una mostra fotografica presso il Museo di Zoologia dell’Università degli Studi di Milano sugli uccelli delle aree urbane. Tutto questo grazie alle nostre insostituibili amiche piante.

 

Giardino innevato 005

 

vai alle : SCHEDE DEGLI ALBERI ED ARBUSTI PER IL BIRDGARDERING

birdgardening

 

Se sei interessato a questo argomento, ti consigliamo di leggere questo libro:

GUIDA AL BIRDGARDENING

 

 

Bibliografia

VV. 1983 Guida pratica agli Alberi e Arbusti in Italia Selezione dal Reader’s Digest

AICHELE D., GOLTE-BECHTLE M. 1996 Che fiore è questo ARIES

BROWN R., FERGUSON J., LAWRENCE M., LEES D. 1989 Tracce e segni degli uccelli d’Europa Franco Muzzio editore

CHIUSOLI A. 1999 La Scienza del paesaggio Clueb

DRUSE K. 1989 Il giardino naturale Leonardo Editore

FERRARI V., GHEZZI D. 1999 Le siepi in campagna Edagricole

GAMBUZZI M. G., DINETTI M. 1990 Giardino naturale Demetra

GENELETTI N. 2000 Birdwatching a Ponteranica

GIBBONS B. e L. 1992 Il giardino abitato Zanichelli

HECKER U. 1988 Latifoglie Zanichelli

PIGNATTI S. 1982 Flora d’Italia Edagricole

POLUNIN O., HUXLEY A. 1978 Guida alla flora mediterranea Rizzoli

PREMUDA G., BEDONNI B., BALLANTI F. (in stampa, 2000) Nidi artificiali Edagricole

RABACCHI R. 1999 Siepi nidi artificiali e mangiatoie Cierre edizioni

ROSE G. 1988 Il giardino a bassa manutenzione Centro Botanico

ROTHSCHILD M., FARRELL C. 1989 Il giardino delle farfalle Franco Muzzio editore

SOPER T. 1978 La gabbia senza sbarre Rizzoli

SOPER T. 1997 Come nutrire gli uccelli selvatici Zanichelli

STEINBACH G. 1989 Difendiamo la natura MEB

STEVENSON V. 1987 Il giardino naturale Centro Botanico

TREBBI T. 1993 Il giardino secondo natura Edagricole

WITT R. 1987 Cespugli e arbusti selvatici Franco Muzzio editore

ZAFFIGNANI MEZZATESTA A. 1992 Birdgarden Editoriale Giorgio Mondatori

 Pagina 2/2

I commenti sono chiusi