GLI UNGULATI

Cervo rosso (Cervus elaphus hippelaphus, Linnaeus, 1758)

Ungulati

Distribuzione. Grazie alla sua robustezza ed adattabilità, nonostante che nel passato sia stato pesantemente sfruttato per la caccia, il suo status è in continuo miglioramento sia in termini di consistenza sia d’areale distributivo. In Italia è presente lungo tutto l’arco alpino e più sporadicamente lungo l’Appennino. Attualmente in Italia si contano circa 44.000 capi. Vive in zone boschive con spazi aperti in presenza di corsi d’acqua, ma non è particolarmente esigente. La neve è un fattore limitante, le grandi nevicate invernali sono responsabili di grosse riduzioni delle popolazioni.

 Morfologia. Il maschio pesa circa 100-300 kg ed è alto 105-140 cm, le femmine pesano circa 70-130 kg e sono alte 95-110 cm. Il mantello del cervo subisce due mute annuali. La muta primaverile porta ad un mantello estivo color bruno rossastro con zone ventrali e perianali più chiare. La muta autunnale prevede un mantello più folto e lungo di color bruno scuro. Non esistono differenze di colorazione tra i sessi, il maschio, però, può avere una folta “criniera” che circonda le parti inferiori del collo. Il piccolo presenta la classica macchiettatura bianca, su sfondo bruno scuro, che rimane fino a circa il terzo mese di vita. Il palco, che è presente solo nei maschi, è costituito da due stanghe ossee ramificate che cadono e si riformano annualmente. Anche in questo caso le diverse punte del palco assumono nomi differenti, partendo dalla più bassa a salire abbiamo il pugnale, l’ago, il mediano e le punte della forca o della corona. Alla base è sempre presente una rosa, lungo le stanghe ci sono delle scanalature e possono essere presente delle perle. Forma e dimensioni del palco variano secondo l’età, delle caratteristiche genetiche e dello stato di salute dell’animale. La caduta del trofeo è verso febbraio-aprile ed è anticipata dai più anziani, la pulitura agosto-settembre ed è anticipata nei giovani. Sono tipicamente animali sociali, tendono ad aggregarsi in branchi formati da individui dello stesso sesso. Nei gruppi femminili esiste una gerarchia basata sull’età, mentre i maschi formano gruppi meno numerosi e generalmente della stessa classe d’età. A settembre, con l’inizio del mese degli amori, i maschi si avvicinano ai gruppi femminili. Verso fine mese inizia il periodo del bramito che, a veri e propri “scontri vocali”, stabilisce una gerarchia. Se questo “confronto” non basta, i maschi incominciano a “sfilare” con parate rituali per vedere chi è più possente, se anche questo sistema non risulta sufficiente inizia un vero e proprio combattimento a suon di colpi con i palchi. Stabilita così una gerarchia, il maschio dominante avrà il controllo dell’harem (gruppo di femmine). Il cervo è un animale prevalentemente diurno, ma nel periodo invernale sembra predilige il crepuscolo e la notte. Stagionalmente il cervo può compiere delle migrazioni tra le zone d’estivazione e quelle di svernamento collocate normalmente a quote differenti e su versanti ad esposizione più favorevole.

 Per il cervo è possibile individuare le seguenti classi d’età:

 Maschi:

  • cerbiatti, meno di un anno di età;
  • giovani (fusoni), di un anno compiuto;
  • subadulti (palcuti), di 2-4 anni;
  • adulti (palcuti), età compresa tra i 5 e i 9-10 anni;
  • anziani, età superiore ai 10 anni.

 Femmine:

  • cerbiatte, meno di un anno di età;
  • sottili, di 1-2 anni (non hanno ancora partorito);
  • adulte, età compresa tra i 3 e i 9-10 anni;
  • anziane, età superiore ai 10 anni.

 Visto lo spiccato dimorfismo sessuale non ci sono problemi nell’identificare un maschio da una femmina. I maschi hanno per buona parte dell’anno il palco, la corporatura è decisamente più robusta, sono più alti e più massicci. Le femmine sono più slanciate, il collo è più sottile, il capo è allungato. La valutazione a distanza dell’età va fatta sia attraverso una valutazione morfologica sia comportamentale. I cerbiatti sono piccoli, macchiettati di bianco nei primi tre mesi di vita, hanno una corporatura piuttosto esile col collo sottile e portato in posizione eretta. La figura è iscrivibile in un quadrato. Il comportamento è ovviamente immaturo, curioso e vivace. I fusoni hanno un palco di piccole dimensioni tipicamente con una sola punta, la figura complessiva è ancora iscrivibile in un quadrato, il collo è sottile e la muscolatura non è ancora ben sviluppata. Il comportamento è ancora immaturo, curioso e confidente. I maschi subadulti di 2 anni hanno un profilo rettangolare, il muso è robusto, il palco ha già 2-3 punte per stanga. A quest’età hanno abbandonato definitivamente la mamma e il branco femminile, sono ancora vivaci e giocosi. I maschi subadulti dai 3 ai 5 anni sono decisamente più possenti, il collo s’irrobustisce e il baricentro del corpo si sposta in avanti. Il muso appare corto e robusto e viene portato in modo meno eretto, il trofeo aumenta di dimensioni e cresce il numero delle punte. I maschi adulti hanno raggiunto un peso ed una massa considerevole, il palco è più grande e pesante, il collo è molto robusto e presenta una criniera (più evidente in inverno). Il capo viene portato in modo particolarmente basso. L’adulto è d’indole solitaria e scarsamente tollerante soprattutto nel periodo degli amori. I maschi anziani presentano una corporatura più magra, i palchi regrediscono, la testa e il collo sono portati parallelamente al terreno. I loro movimenti sono lenti e poco agili. Le sottili, giovani femmine, sono riconoscibili per la struttura del corpo particolarmente esile e sproporzionata. Il collo è sottile e portato in modo eretto, il muso è ancora corto e leggero. Le femmine adulte sono più massicce, il collo è più robusto e il muso diventa più ossuto e lungo tanto da sembrare sproporzionato. Le femmine anziane perdono peso, la muscolatura si rilassa, il collo si abbassa e la linea ventrale presenta una curvatura ben evidente.

 Anche l’età del cervo è valutabile attraverso l’analisi dell’arcata dentale. Per le indicazioni di massima vale quanto già detto per il capriolo. La dentatura definitiva è costituita da (32) 34 denti (6 incisivi, [2] 4 canini, 12 premolari e 12 molari) e viene raggiunta al 26° mese di vita. Fino a questo momento si può valutare l’età semplicemente osservando il grado di sostituzione dei denti da latte. Anche per il cervo il terzo premolare da latte è tricuspidato e quello definitivo bicuspidato. Alla nascita il cervo non presenta i molari. A 4-5 mesi circa compare il primo molare (M1), a 11-12 mesi compare il secondo molare (M2), a 14 mesi viene sostituito il primo incisivo (I1), a 16 mesi viene sostituito il secondo incisivo (I2), a 17 mesi viene sostituito il terzo incisivo (I3), a 19 mesi viene sostituito il canino (C) e a 22-25 mesi vengono sostituiti i premolari, a 24-26 mesi compare il terzo molare (M3). Da questo momento in poi, l’età del cervo è valutabile in base al grado d’usura dei denti premolari e molari della mandibola. A 3 anni compaiono i segni d’usura evidenti su P2, P3 e M3. A 4-5 anni P2, P3 e M3 aumentano l’ampiezza delle linee di dentina e si vedono segni d’usura su gli altri denti. A 6-7 anni incomincia a vedersi una striscia di dentina su P1 e M1; in P3 e M3 la striscia di dentina si è allargata ulteriormente e assume una forma romboidale. A 8-9 anni le linee di dentina sono ben evidenti su tutti i denti e assumono una forma ovale. A 10-11 anni la dentina assume una forma a piana larga. Da questo momento in poi bisogna valutare la struttura degli infundibuli. Si parte dal M1 e si contano gli infundibuli completamente consumati. Per ogni infundibulo mancante si aggiungono due anni d’età all’animale. Quindi a 12 anni mancherà solo un infundibulo sul M1, a 14 anni mancheranno 2 infundibuli sul M1, a 16 anni mancherà anche il primo infundibulo sul M2 e così via.

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